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ADVexpress – 5 Luglio 2016.

Nel suo intervento su ADVexpress il partner di Istituto Protagora, partendo dal magro risultato dell’Italia a Cannes 2016 (8 Leoni), e dell’assenza di vincitori negli Young Lions, riflette: “7 degli 8 Lions appena vinti dall’Italia, hanno origine dalla stessa agenzia creativa (Publicis) e di questi, ben 5 sono stati ottenuti con la stessa campagna (Heineken/The Dilemma). L’altro Lion italiano l’ha vinto Saatchi & Saatchi (anch’essa agenzia del gruppo Publicis). Quindi è ovvio come per il comparto delle agenzie creative italiane il problema sia ancora più grave di quello che potrebbe sembrare a prima vista.
E’ necessario che tutti gli operatori del settore riconoscano il problema e decidano di affrontarlo. L’IF! Italians Festival è una lodevole iniziativa di Assocom e Art Directors Club, ma certamente non è sufficiente. E anche l’UPA deve mettersi in gioco. Bisogna darsi molto da fare per ricominciare a stimolare i talenti e coltivarli. Se non investiamo sui giovani non possiamo aspettarci di avere un futuro“.

A pochi giorni di distanza dalla conclusione di Cannes Lions 2016, un’edizione che ha visto l’Italia accaparrarsi un magro medagliere di soli 8 Leoni, riceviamo e pubblichiamo il commento di Gianluca Gualtieri partner di Istituto Protagora.

Si è appena conclusa la 63esima edizione dei Cannes Lions, considerato il più importante festival internazionale della creatività. Da poco meno di 100 nazioni sono arrivate oltre 43mila “entries”, cioè progetti iscritti per competere in 26 diverse categorie.
Durante la scorsa settimana, giurati selezionati tra i professionisti più affermati del settore nel mondo, hanno assegnato 1360 Lions (i.e., premi). Nel computo complessivo di Lions per nazione, come da prassi gli USA si sono classificati al primo posto (354), seguiti da UK (164). Al terzo posto, il Brasile (90).

In questa classifica troviamo l’Italia in 29esima posizione con il triste bottino di solo 8 Lions (come
Portogallo e Costa Rica).

Giusto per fare alcuni esempi in ambito europeo, quest’anno la Germania ha vinto 63 Lions, la Francia 55, la Svezia 51, la Spagna 27, il Belgio 21 e l’Olanda 20. Perfino Romania, Svizzera e Repubblica Ceca hanno vinto più Lions di noi. Per ribadire il punto (continuando a mantenere il confronto solo a livello europeo), Germania, Francia e Svezia, presi singolarmente hanno vinto più premi in questa edizione dei Cannes Lions di quanti ne abbia vinti l’Italia nelle ultime 3.

E’ bene ricordare che, in termini di PIL, l’Italia si trova all’ottavo posto della classifica mondiale, con il 2,5% del valore globale. Adottando questo parametro, il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di vincere circa 30 premi ai Cannes Lions. Invece ne abbiamo portati a casa solo 8, quanto Portogallo ed Costa Rica, che sono rispettivamente al 46esimo e 78esimo posto nella classifica del PIL.
1/2 Intendiamoci, anche i 17 Lions vinti dall’Italia nel 2014 erano pochi. Ma i 10 vinti l’anno scorso e addirittura i miseri 8 di quest’anno sono un risultato imbarazzante e, soprattutto, un trend negativo da non sottovalutare.

Inoltre, 7 degli 8 Lions appena vinti dall’Italia, hanno origine dalla stessa agenzia creativa (Publicis) e di questi, ben 5 sono stati ottenuti con la stessa campagna (Heineken/The Dilemma). L’altro Lion italiano l’ha vinto Saatchi & Saatchi (anch’essa agenzia del gruppo Publicis). Quindi è ovvio come per il comparto delle agenzie creative italiane il problema sia ancora più grave di quello che potrebbe sembrare a prima vista.

Purtroppo, non è finita qui. C’è di più.

Come ogni anno, all’interno del Festival della creatività di Cannes, si è tenuta la Young Lions competition. Hanno partecipato circa 400 giovani creativi (under 30) selezionati dai rispettivi paesi e venuti a Cannes per rappresentarli in 7 discipline diverse. A loro è stato dato un brief e 24 ore di tempo per fare una campagna.
Tra i vincitori, nessun italiano. Per la verità, sono 4 anni che l’Italia non vince premi in questa speciale competizione!
Ma non è sempre stato così.
Negli anni dal 2007 al 2012, i giovani italiani vinsero un totale di 8 premi, più di tutti gli altri paesi partecipanti, a pari merito con gli USA. Nutrivamo buone speranze. Invece, dal 2013, più niente.

Questo conferma il trend negativo della creatività italiana a cui accennavo prima. La situazione è allarmante.
Cos’è successo? Cosa sta succedendo?
Sicuramente le agenzie hanno commesso molti errori, ma anche i clienti hanno avuto un ruolo fondamentale (chi ha il coltello dalla parte del manico deve assumersi le sue responsabilità).
Quindi è necessario che tutti gli operatori del settore riconoscano il problema e decidano di affrontarlo.

L’IF! Italians Festival, che vedrà in Ottobre la sua terza edizione, è una lodevole iniziativa
di Assocom e Art Directors Club che va nella giusta direzione; ma certamente non è sufficiente.
E anche l’UPA deve mettersi in gioco.
Bisogna darsi molto da fare per ricominciare a stimolare i talenti e coltivarli. Se non investiamo sui giovani non possiamo aspettarci di avere un futuro.

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